Arte de vogar

Mentre di solito alla porta di casa si legano i cavalli, voi alle vostre case di vimini e di canne ormeggiate le vostre barche

Con queste parole, Cassiodoro in una lettera ai tribuni della Venezia marittima, nel 538 circa, annotava la completa dipendenza degli abitanti delle isolette lagunari, alle loro imbarcazioni.

TECNICA BASE DI VOGA ALLA VENETA

Come inizio è opportuno fare la conoscenza di cosa si va a utilizzare.

Le barche a remi della laguna di Venezia si caratterizzano per alcune particolarità: sono tutte a fondo piatto per poter navigare sui bassi fondali dell’habitat lagunare,consentire grande facilità di manovra e rapidi cambi di direzione.  Il vogatore spinge e direziona la barca rimanendo in piedi rivolto in avanti per poter meglio identificare il percorso ed evitare gli eventuali ostacoli. Ogni barca è fornita delle stesse cose ma ognuna con le proprie particolarità di estetica e funzionalità. Tre cose sono comuni: il ferro – la forcola – il remo.

Il ferro di prua Posto a protezione anteriore della barca assume varie forme in rapporto alla tipologia della barca sulla quale è posto. Anche il nome varia, ad esempio “broca o brocon” se la punta termina a forma di oliva come sui sandoli o battelle, “risso” perché è a forma di ricciolo sui sandoli da nolo, “fero a masoca” sulle gondole da traghetto, “dolfin” sulla gondola. Nella gondola attuale ha perso la sua funzione originale per trasformarsi in un simbolo estetico, una rappresentazione della città di Venezia.

La forcola è la scalmiera dove appoggia il remo, è intagliata dal legno di noce dopo una lunga stagionatura, ma anche il pero e il ciliegio seppur di minor qualità possono essere usati. Essa trasmette la spinta e la direzione esercitata dal remo, la sua forma è condizionata dalla tipologia della barca e dall’altezza del fianco, più alto è il fianco, più bassa è la forcola. Sulla barca a due remi ci sono due forcole,una di prua posizionata anteriormente sul fianco sinistro con un solo morso (alloggiamento per il remo), una di poppa posta dietro sul fianco destro con due morsi. Unica eccezione è la forcola poppiera della gondola che ha un solo morso ma con caratteristiche molto particolari, infatti il remo può essere appoggiato su 8 diverse posizioni che permettono qualsiasi evoluzione. Su barche a più remi (per esempio sandolo a 4 remi o caorlina a 6 remi ecc.)si distinguono in “forcole da prua” tutte al fianco sinistro e della stessa altezza, e “forcola da lai” (lai=lato) tutte della stessa altezza e posizionate al fianco destro. Su alcune barche a più vogatori le forcole da lai possono essere leggermente più alte rispetto a quelle da prua perché i vogatori spostano il loro peso sul lato destro inclinando così la barca il cui fianco sarà un poco più basso. Questo andamento permette di sfruttare lo spigolo formato dal fondo con il fianco conferendo maggiore stabilità di voga e velocità diventando una specie di chiglia. Su barche lunghe come:  pupparino, caorlina, gondola ecc…il poppiere voga sopra lo specchio di poppa per avere una migliore visuale ed esercitare maggior spinta, ecco che la sua forcola dovrà essere di altezza maggiore. Tutte le forcole hanno il morso aperto per poter agevolmente togliere il remo sia per evitare gli ostacoli che negli incroci con altre barche lungo i canali stretti o nelle varie fasi di manovra. La forcola da prua e quella da lai si differenziano dall’inclinazione del morso che deve contenere il remo, il quale nel movimento di voga assume una posizione inclinata dall’ interno all’esterno, dall’alto a basso. Per assecondare il movimento, le punte terminali del morso (naselli) non sono allineate  perpendicolarmente ma sfalsati tra loro. La forcola poppiera ha due morsi che permettono 2 diverse inclinazioni del remo nell’acqua. Quello superiore si usa normalmente con voga a due remi o più remi per contrastare la spinta degli altri vogatori. Quello inferiore quando si voga ad un remo specie in fase di avvio (abbrivio).

Il remo è la leva che ci permette la spinta e la conduzione e la sua dimensione è in rapporto alla barca. Attualmente è ricavato dal legno ramino di importazione esotica. E’ un lungo bastone rotondo (giron) che termina con un profilo largo e piatto (pala) alla fine del quale ci sono due aggiunte laterali (coltelli). La pala ha un lato superiore con un profilo a spigolo e uno sottostante  arrotondato . I remi come le forcole si dividono in provini e poppieri e si possono identificare dalle seguenti caratteristiche: hanno il coltello anteriore più lungo di quello posteriore e il profilo a spigolo della pala spostato verso il coltello posteriore.   Su barche di piccole dimensioni come il sandolo a 2 remi con il poppiere che voga dentro la barca, il remo di poppa è circa 10 cm più corto di quello di prua perché il poppiere ha un posto di voga più stretto rispetto al provino e sull’impugnatura si usa incidere una tacca mentre su quello di prua due tacche. Su barche dove il poppiere voga sopra lo specchio di poppa (es. pupparino, caorlina) il remo di poppa è più lungo perché il morso è più distante dall’ acqua.

Tecnica di vogaL’apprendimento della voga si divide in 5 fasi

  1. Voga da prua con 2 vogatori
  2. Voga da poppa con 2 vogatori
  3. Voga da poppa a 1 solo vogatore
  4. Voga alla valesana
  5. Manovre

Fase 1 provino – voga da prua a 2 vogatori

Quando si sale in barca non si deve mai saltare all’interno per non danneggiare il fondo, ma entrare dolcemente per non sbilanciare troppo e possibilmente appoggiare il piede sul trasto. Quando si scende assicurasi prima che la barca sia saldamente ormeggiata.

Preparazione – Il provino inserisce la forcola da prua nell’apposito alloggiamento (nogaro) e se necessario la fissa con delle piccole pennole di legno, poi appoggia il remo di prua sul morso della stessa.

Posizione – Il provino si posiziona sul lato opposto alla forcola, il piede destro avanti, quello sinistro dietro, ambedue con le punte leggermente rivolte all’esterno (come se dovesse camminare in equilibrio), il ginocchio destro in linea con la forcola. Il remo impugnato nella parte terminale del “giron” fuori dall’acqua con la pala orizzontale all’acqua e il busto verso la punta della barca.

Fase di spinta – E’ il movimento simultaneo che interessa il corpo e il remo ed è essenziale eseguirlo correttamente essendo la base della tecnica di voga. Il remo è la leva che sposta in avanti la barca attraverso la forcola. Per fa ciò, il remo deve entrare in acqua in posizione verticale (impalare il remo) perché la pala possa far presa (pensiamo ad un ventaglio che per far presa e spostare l’aria deve essere in verticale) con una rotazione dei polsi verso l’alto (come quando si accelera un motociclo). Contemporaneamente il corpo inizia la spinta (attacco) esercitata dalle gambe: mentre la gamba posteriore si allunga e spinge, quella anteriore flette il ginocchio per permettere lo spostamento in avanti del bacino e del tronco (come fare un passo avanti). Le braccia che hanno un’apertura leggermente più ampia delle spalle con il gomito interno(sinistro) aderente al fianco, accompagnano e terminano l’allungo della spinta. Tutto il peso del corpo si sposta sul ginocchio anteriore destro che va in flessione.

Ritorno – E’ la fase di recupero che porta all’inizio del ciclo. I polsi ritornano nella posizione iniziale ruotando il remo con la parte piatta orizzontale e parallela all’acqua per uscire agevolmente senza attrito. Il busto si raddrizza indietreggiando con la spinta della gamba anteriore mentre la posteriore si flette e riporta il busto nella posizione iniziale (come fare un passo indietro). Le braccia si raccolgono portando il remo al bacino con la mano interna sinistra quasi al centro.

Sia nella spinta che nel ritorno il corpo è rivolto verso la prua. Il provino non direziona la barca ma è il motore di spinta principale, il suo ruolo è molto importante particolarmente su barche a più vogatori perché è lui che determina la forza di spinta e il ritmo di voga al quale tutti si adeguano, per questo motivo la sua vogata deve essere sempre costante e i cambiamenti devono avvenire gradualmente per permettere agli altri vogatori di adeguarsi.

Cosa NON si deve fare.

  1. Tenere le punte dei piedi verso la forcola
  2. Spingere verso l’esterno (verso la forcola)
  3. Ruotare le braccia come si dovesse girare una ruota invece di spingere in avanti
  4. Stare fermo con il bacino e piegare solo il busto
  5. Guardare il remo mentre si voga
  6. Cambiare continuamente il ritmo di voga
  7. Vogare con il remo sotto-sopra

Fase 2 PoppiereVoga da poppa con 2 vogatori.

Il poppiere conduce la direzione della barca. Ha la forcola sul fianco destro e al contrario del provino ha il piede sinistro avanti e quello destro dietro sempre con le punte divaricate. La forcola ha due morsi sovrapposti ma usa quello superiore che gli consente di contrastare efficacemente la spinta del provino. La spinta di voga del provino porta la barca verso destra, quella del poppiere verso sinistra. Vogando con eguale forza e ritmo la barca procede diritta e ambedue i vogatori fanno uscire il remo nella fase di ritorno.Dovendo correggere la direzione o effettuare una curva,se verso sinistra deve solo spingere un po più forte (premer)  se verso destra,deve effettuare il movimento di ritorno tenendo il remo dentro l’acqua con la parte anteriore della pala (coltello) leggermente ruotata verso il basso (stair).Tutti i movimenti alternati e continui di spinta e ritorno sono come quelli del provino.

Fase 3 Poppiere – Voga da poppa a 1 solo vogatore.

Questa è la fase più difficile della voga alla veneta ove alla tecnica è indispensabile la sintonia con la barca. Il poppiere è da solo e deve spingere e condurre contemporaneamente, ha a disposizione oltre al remo una forcola a 2 morsi. In questo caso il remo rimane sempre immerso nell’acqua sia nella fase di spinta (premer) con la quale la barca va verso sinistra che in quella di ritorno (stair) dove la barca va verso destra. La spinta più o meno forte ha sempre lo stesso effetto di spostamento a sinistra, il ritorno invece, dovendo ruotare il remo per correggere verso destra, produce una frenata. Affinchè la barca possa procedere, si deve produrre  la spinta e un ritorno con il remo pochissimo ruotato sfruttando la sua resistenza per correggere la direzione ma con un tempo di ritorno più lungo della spinta per poter effettuare la correzione senza rallentare la barca. Il morso sottostante è consigliato nella fase di avvio (abbrivio) ma è anche usato nella voga a 1 remo perché permette una  maggior inclinazione del remo che aumenta così l’effetto del ritorno con una più efficace correzione di spinta.Nella gondola,grazie alla particolare forma della sua forcola,è possibile eseguire nei canali stretti la voga corta(voga a bratto o “maonando”) con il remo quasi parallelo al fianco, o la voga all’indietro ( voga indrio ) per effettuare una retromarcia.

Fase 4 – Voga alla valesana

E’ una bellissima e molto efficace tecnica di voga usata su piccole barche come sandoli o scioponi per lunghi spostamenti durante le uscite di caccia o pesca in laguna e nelle valli. Viene praticata da un solo vogatore che impugna contemporaneamente i 2 remi. In questo caso a poppa della barca ci sono i 2 alloggiamenti per le forcole (nogari), quello di sinistra è avanzato rispetto a quello si destra di circa 10 cm. Si usano le normali forcole in dotazione che vengono vogate sul morso superiore e gli stessi remi, se possibile un po’ più leggeri e un po’ più corti essendo ognuno impugnato con una sola mano. Essendo la forcola di prua avanzata, si adotta la posizione del provino con il piede destro in avanti. Il remo di prua viene impugnato con la mano destra ed incrocia quello di poppa impugnato con la mano sinistra senza necessariamente toccarlo, grazie all’avanzamento della forcola.  La tecnica di voga non cambia. I due remi escono dall’acqua perchè per direzionare basta spingere più l’uno o l’altro. In caso di svolta a gomito si può sempre usare dalla parte necessaria il ritorno sott’acqua come nella voga a un remo. Questa voga è molto efficace in caso di vento o forte corrente contraria perché raddoppia la spinta e assicura una migliore manovrabilità.

5 Manovre

Siada

Manovra di arresto o frenata che si effettua anteponendo il remo alla forcola , tenendolo immerso nell’acqua obliquo con il coltello superiore rivolto verso l’alto, accorciandone la lunghezza  e traendolo a sé per aumentare l’efficacia. E’ una manovra utile per evitare collisioni, in fase di ormeggio e per facilitare le curve.

Dar zò

Quando da fermi ci si deve spostare lateralmente o ruotare la barca facendo perno su se stessa (per spostarsi da una riva o cambiare direzione) si usa dar zò facendo leva con il remo sul bordo

Tirar acqua

Sempre a barca ferma, per spostamenti laterali o di avvicinamento, si fa manovra di tirar acqua cioè si immerge il remo verticalmente e lo si tira a sé con le due mani e movimenti oscillanti laterali.

Maonar

Detta anche voga corta o voga a Bratto in italiano. E’ la tipica voga usata dai gondolieri nei canali stretti quando il remo per esigenze di spazio deve essere posizionato con la pala rivolta verso poppa e vogato con movimenti corti ed oscillanti. Se usata su altre barche, il remo rimanendo nella posizione abituale esercita una spinta dall’esterno verso la forcola in modo da far ruotare la barca su se stessa anche in poco spazio.

Vogar Indrio

Manovra che si esegue per far retrocedere la barca per un accosto o per uscire da un rio senza la possibilità di ruotarla su se stessa. I due vogatori ruotano volgendosi verso poppa e vogano appoggiando il remo tra la falca e il dorso della forcola, in questa posizione il provino diventa poppiere e può oltre a spingere anche direzionare. Sui bragozzi da pesca era possibile vedere da prua, una forcola particolare a morsi contrapposti detta “Mitria” appositamente ideata per facilitare la voga all’indietro.

O’e!

Avviso acustico. Premesso che tutte le barche devono procedere al lato sinistro dei canali avendo il remo che governa sulla destra, quando ci si appresta ad un incrocio bisogna avvisare eventuali altri natanti delle proprie intenzioni di manovra. E’ uso gridare O’ e! seguito dalla indicazione di manovra. “O’e a premando!” se si intende impegnare una curva a sinistra. “O’e a stagando! Se la curva è a destra. “O’e de longo!” se si procede dritti.

Quanto esposto è frutto di esperienza personale e nessun corso teorico potrà sostituire la pratica in barca ove ogni allievo, salvo queste indicazioni di base, affinerà la propria tecnica. La lettura di queste indicazioni non vi trasformerà in provetti vogatori ma darà delle risposte alle vostre domande.

 

Germano Da Preda

 

Due regatanti storici


manovre di remo nella conduzione della gondola