Robe da ciodi

Zoldo, Dolomiti, oggi: un migrante stagionale ed una villeggiante, entrambi attorno ai quarantacinque, si ritrovano dopo più di ventanni e rievocano la vicenda umana di Rinaldo Pasqualin, ciodaròt (chiodaiolo) e guida alpina della fine dell’ottocento, originario della valle. Immaginano che abbia incontrato Amelia Edwards, una viaggiatrice inglese che scrisse delle sue escursioni sulle Dolomiti.

Prendendo spunto dalla storia della valle, i due amici offrono un’occasione per riflettere sul presente ed il futuro della montagna, e si lasciano con una maggior consapevolezza del loro rapporto con la montagna e dei percorsi individuali intrapresi, con il desiderio di ritrovarsi ancora.